suoni d’infanzia

Era da troppo che non sentivo una partita di calcio in sottofondo dentro casa. 

Almeno dieci anni.

Subito in testa rivedo mio padre seduto sulla poltrona nera con le gambe stese sul tavolino e

la mamma che sgranocchia semi di zucca sul divano e

 io che sul tavolo da pranzo disegno coi pastelli una casetta con me mamma e Fabrizio da un lato, e papà lontano sotto un albero.


siamo stati abituati così

è che da quando eravamo piccoli, c’è sempre stato quel bambino che se si arrabbiava con la maestra lanciava la sedia a terra e noi, noi eravamo quelli che spalancavano gli occhi e rimanevano in silenzio. C’erano poi quelli che si soffocavano una risatina oppure quegli altri che si scambiavano sguardi di comprensione dicendosi telepaticamente “è matto”,
ma noi, noi eravamo quelli che spalancavano gli occhi e rimanevano in silenzio. 


1 settimana fa with 2 note

quando ci siamo conosciuti e ora non ci conosciamo più

c’era la luna che se la rideva quando si svegliava e ci vedeva ancora lì-

Ti ho raccontato del mio albero segreto e della gente che indossa gli orologi
L’ho sempre trovata un pò sciocca la gente che indossa gli orologi,
sempre lì a guardarsi gli orologi,
quasi avendo l’illusione di controllare il tempo attraverso gli orologi
Io odio la gente che indossa gli orologi
e tu te la ridevi su questa storia circa gli orologi
e tu mi dicevi “ma che c’hai contro gli orologi?
ti servono gli orologi!” e ridevi su questa storia circa gli orologi
e ad un certo punto tu ti sei comprato un orologio

e ad un certo punto, su questa storia circa gli orologi, tu non ridevi più. 


3 settimane fa with 1 nota

ora che il silenzio non fa più rumore

Mi piace guardare dentro ai finestrini mentre la metro riparte.
Cerco la gente diversa, quella con le rughe negli occhi e le cicatrici sui fiori.
E intanto che le immagini si fanno più mosse,
capita che la trovo e mi dispiace sempre d’aver sbagliato vagone.  


1 mese fa with 1 nota

atto di dolore di io e di me

i sensi di colpa sono menzogne che si placano avvalendo del peso delle colpe altrui.
io sono la vittima del mio cervello.
certe cose non mi è dovuto saperle, ma tanto maligno è il segreto che ho dentro quanto più maligne certe cose devon necessariamente diventare per farmi redimere.
non assolvo me stessa dai miei peccati perchè mai mi sono realmente confessata con me.


Il pentimento mai ci sarà nei confronti miei 
io
lo vedrei come mancanza di rispetto verso di
me. 


(vorrei chiedermi scusa per qualcosa che io non so) 


1 mese fa with 2 note

alcuni nascono bianconigli

E’ tardi.
E’ tardi.
E’ tardi,
lo è sempre stato,
è tardi da ancor prima che il coniglio bianco iniziasse a camminare
e lui lo sapeva, di nascere tardi, ma ha comunque cercato di rincorrergli dietro,
al tempo, per tutta una vita.
Fra fiori parlanti, fenicotteri rosa, cuori e picche, c’ha provato a corrergli in contro,
al tempo, per tutta una vita.

Maratonda perfetta, ti bagni e ti asciughi, maratonda perfetta, ti asciughi e ti bagni
non esci dal circolo, sempre così vizioso, non esci dal circolo
e sei sempre in ritardo
per tutto
in ritardo
ed in testa te lo dici e te lo dirai sempre 

è tardi
è tardi
è tardi 

ed in testa te lo dici ed anche mentre scrivi tu lo sai
è tardi
è tardi
è tardi 


1 mese fa with 1 nota

la casa con le scarpe

Hai smesso di asciugarti il rosso dalle palpebre la notte
e adesso ti ritrovo con un petto/pagina a quadretti grandi e geometrici
niente più disegni fatti di pastelli a cera colorati,
niente più storie tatuate addosso.
Mi prendo una birra dalla bottiglia verde smeraldo
ti ci guardo attraverso distorta
sei zanzara in una goccia di resina
un’immobilità intoccabile
una casa con le scarpe. 


3 mesi fa with 1 nota

la fretta di uscire ti farà restare chiuso dentro.

Sotto la luna mandarino e gli xilofoni-tastiera
ci siamo noi due con le ginocchia puntate dritte contro al petto
e abbiamo arcobaleni sulle palpebre che sparano coi mitra
e abbiamo zucchero a velo sulle bocche che nevicano giù ad ogni risata
ed io ti guardo e poi ridiamo ed io ti guardo e poi ti dico:
“dovrei smetterla di bere, ho il cuore astemio” 


4 mesi fa with 3 note

pesci rossi sugli alberi

C’è che mi crescono alberi nel petto senza fiori
solo foglie che come pesci rossi sinuosamente danzano
sotto soli incandescenti troppo arancioni per esser tramonti
troppo rosa per sentirsi albe.


4 mesi fa with 3 note

colpo di fortuna.

A volte non ottenere ciò che vogliamo è solo un colpo di fortuna.


4 mesi fa with 4 note

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